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    <title>Piccoloweb</title>
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      <title>Piccoloweb</title>
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      <title>In estate come in inverno (Jacques Prévert)</title>
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      <description>In estate come in inverno (Jacques Prévert)In estate come in invernonel fango nella polveresdraiato su vecchi giornalil&amp;#039;uomo che ha l&amp;#039;acqua nelle scarpeguarda le barche lontane.Accanto a lui un imbecilleun signore che ne hatristemente pesca con la lenza.Egli non sa perchévedendo passare una chiattala nostalgia lo afferra.Anch&amp;#039;egli vorrebbe partirelontano lontano sull&amp;#039;acquae vivere una nuova vitacon un po&amp;#039; di pancia in meno.In estate come in invernonel fango nella polveresdraiato su vecchi giornalil&amp;#039;uomo che ha l&amp;#039;acqua nelle scarpeguarda le barche lontane.Il bravo pescatore con la lenzatorna a casa senza un sol pesce.Apre una scatoletta di sardinee poi si mette a piangere.Capisce che dovrà moriree che non ha mai amato.Sua moglie lo compatiscecon un sorriso ironicoE&amp;#039; una ignobile megerauna ranocchia d&amp;#039;acquasantiera.In estate come in invernonel fango nella polveresdraiato su vecchi giornalil&amp;#039;uomo che ha l&amp;#039;acqua nelle scarpeguarda le barche lontane.Sa bene che i battellison grandi topaie sul maree che per i bassi salarile belle barcaiolee i loro poveri battellieriportano a spasso sui fìumiuna carrettata di fìglisoffocati dalla miseriain estate come in invernocon non importa qual tempo.Jacques Prévert</description>
      <pubDate>Tue, 29 May 2007 13:23:23 +01:00</pubDate>
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      <title>NATALE</title>
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      <description>Il Natale viene una sola volta all&amp;#039;anno, ma tu sei sempre nei miei pensieri.......quindi con tutto il mio cuore ti auguro la felicità per tutti i giorni dell&amp;#039;anno...Vien la neve giù dal tetto ed è proprio un bel effetto, sotto l&amp;#039;albero addobato un re magio ti ha guardato, non pensare che fa male pensa solo che è Natale!siediti...fermo...pensa che nella vita ci sono cose molto belle e che non tutto è perduto....rifletti e non rinchiuderti in te stesso...non piangere mi raccomando...MI HANNO DETTO CHE BABBO NATALE NON ESISTE!            :-#</description>
      <pubDate>Sun, 17 Dec 2006 20:18:31 +01:00</pubDate>
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      <title>Anche tu sei collina</title>
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      <description>Anche tu sei collina (di Cesare Pavese)Anche tu sei collina e sentiero di sassi e gioco nei canneti, e conosci la vigna che di notte tace. Tu non dici parole. C&amp;#039;è una terra che tace e non è terra tua. C&amp;#039;è un silenzio che dura sulle piante e sui colli. Ci son acque e campagne. Sei un chiuso silenzio che non cede, sei labbra e occhi bui. Sei la vigna. E&amp;#039; una terra che attende e non dice parola. Sono passati giorni sotto cieli ardenti. Tu hai giocato alle nubi.E&amp;#039; una terra cattiva - la tua fronte lo sa. Anche questo è la vigna. Ritroverai le nubi e il canneto, e le vocicome un&amp;#039;ombra di luna. Ritroverai parole oltre la vita breve e notturna dei giochi, oltre l&amp;#039;infanzia accesa. Sarà dolce tacere. Sei la terra e la vigna. Un acceso silenzio brucerà la campagna come i falò la sera.</description>
      <pubDate>Tue, 17 Oct 2006 15:11:56 +01:00</pubDate>
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      <title>Donna genovese</title>
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      <description>Donna genovese(di Dino Campana)Tu mi portasti un po dalga marinanei tuoi capelli, ed un odor di vento,che &amp;#232; corso di lontano e giunge gravedardore, era nel tuo corpo bronzino:- Oh la divinasemplicit&amp;#224; delle tue forme snelle -Non amore non spasimo, un fantasma,un&amp;#039;ombra della necessit&amp;#224; che vagaserena e ineluttabile per l&amp;#039;animae la discioglie in gioia, in incanto serenaperch&amp;#233; per l&amp;#039;infinito lo sciroccose la possa portare.Come &amp;#232; piccolo il mondo e leggero nelle tue mani! :fleyes:</description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2006 22:37:49 +01:00</pubDate>
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      <title>Eri dritta e felice</title>
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      <description>Eri dritta e felice(di Leonardo Sinisgalli) Eri dritta e felicesulla porta che il ventoapriva alla campagna.Intrisa di lucestavi ferma nel giorno,al tempo delle vespe doroquando al sambucosi fanno dolci le midolla.Allora sandava scalziper i fossi, si misurava lardoredel sole dalle improntelasciate sui sassi.  :fleyes:</description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2006 22:25:33 +01:00</pubDate>
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      <title>Sentiero</title>
      <link>http://www.piccoloweb.com/modules/weblog/details.php?blog_id=36</link>
      <description>Sentiero(di Antonia Pozzi) &amp;#200; bello camminare lungo il torrente:non si sentono i passi, non sembradi andare via.Dall&amp;#039;alto del sentiero si vede la vallee cime lontane ai marginidella pianura, come pallidi scogliin riva a una rada - si pensacom&amp;#039;&amp;#232; bella, com&amp;#039;&amp;#232; dolce la terraquando s&amp;#039;attarda a sognareil tuo tramontocon lunghe ombre azzurre di montia lato - Si cammina lungo il torrente:c&amp;#039;&amp;#232; un gran canto che assordala malinconia - :fleyes:</description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2006 22:18:02 +01:00</pubDate>
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      <title>Amo in te</title>
      <link>http://www.piccoloweb.com/modules/weblog/details.php?blog_id=35</link>
      <description>Amo in te ( di Nazim Hikmet )Amo in te l&amp;#039;avventura della nave che va verso il polo amo in te l&amp;#039;audacia dei giocatori delle grandi scoperte amo in te le cose lontane amo in te l&amp;#039;impossibile entro nei tuoi occhi come in un bosco pieno di sole e sudato affamato infuriato ho la passione del cacciatore per mordere nella tua carne. amo in te l&amp;#039;impossibile ma non la disperazione.  :fleyes:</description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2006 22:13:47 +01:00</pubDate>
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      <title>Risveglio del vento</title>
      <link>http://www.piccoloweb.com/modules/weblog/details.php?blog_id=34</link>
      <description>Risveglio del vento di Rainer Maria Rilke Nel colmo della notte, a volte accade che si risvegli, come un bimbo, il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia guardingo sino alla fontana, poi si sofferma, tacito in ascolto. Pallide stan tutte le case intorno; tutte le querce mute.  :fleyes:</description>
      <pubDate>Thu, 16 Feb 2006 21:55:33 +01:00</pubDate>
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      <title>Ah vastit&#224; di pini ...</title>
      <link>http://www.piccoloweb.com/modules/weblog/details.php?blog_id=33</link>
      <description>Ah vastit&amp;#224; di pini...di Pablo NerudaAh vastit&amp;#224; di pini, rumore d&amp;#039;onde che si frangono,lento gioco di luci, campana solitaria,crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambolachiocciola terrestre, in te la terra canta!In te i fiumi cantano e in essi l&amp;#039;anima mia fuggecome tu desideri e verso dove tu vorrai.Segnami la mia strada nel tuo arco di speranzae lancer&amp;#242; in delirio il mio stormo di frecce.Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbiae i1 tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparentedove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s&amp;#039;annida.Ah la tua voce misteriosa che l&amp;#039;amore tinge e pieganel crepuscolo risonante e morente!Cos&amp;#236; in ore profonde sopra i campi ho vistopiegarsi le spighe sulla bocca del vento. :fleyes:</description>
      <pubDate>Tue, 7 Feb 2006 22:26:17 +01:00</pubDate>
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      <title>Lamento per Ignacio Sanchez Mejias</title>
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      <description>LAMENTO PER IGNACIO S&amp;#193;NCHEZ MEJ&amp;#205;AS di Federico Garcia Lorca (1935)1 Il cozzo e la morteAlle cinque della sera. Eran le cinque in punto della sera. Un bambino port&amp;#242; il lenzuolo bianco alle cinque della sera. Una sporta di calce gi&amp;#224; pronta alle cinque della sera. Il resto era morte e solo morte alle cinque della sera. Il vento port&amp;#242; via i cotoni alle cinque della sera. E lossido semin&amp;#242; cristallo e nichel alle cinque della sera. Gi&amp;#224; combatton la colomba e il leopardo alle cinque della sera. E una coscia con un corno desolato alle cinque della sera. Cominciarono i suoni di bordone alle cinque della sera. Le campane darsenico e il fumo alle cinque della sera. Negli angoli gruppi di silenzio alle cinque della sera. Solo il toro ha il cuore in alto! alle cinque della sera. Quando venne il sudore di neve alle cinque della sera, quando larena si coperse di iodio alle cinque della sera, la morte pose le uova nella ferita alle cinque della sera. Alle cinque della sera. Alle cinque in punto della sera. Una bara con ruote &amp;#232; il letto alle cinque della sera. Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie alle cinque della sera. Il toro gi&amp;#224; mugghiava dalla fronte alle cinque della sera. La stanza siridava dagonia alle cinque della sera. Da lontano gi&amp;#224; viene la cancrena alle cinque della sera. Tromba di giglio per i verdi inguini alle cinque della sera. Le ferite bruciavan come soli alle cinque della sera. E la folla rompeva le finestre alle cinque della sera. Alle cinque della sera. Ah, che terribili cinque della sera! Eran le cinque a tutti gli orologi! Eran le cinque in ombra della sera!2 Il sangue versatoNon voglio vederlo! Di alla luna che venga, chio non voglio vedere il sangue dIgnazio sopra larena. Non voglio vederlo! La luna spalancata. Cavallo di quiete nubi, e larena grigia del sonno con salici sullo steccato. Non voglio vederlo! Il mio ricordo si brucia. Ditelo ai gelsomini con il loro piccolo bianco! Non voglio vederlo! La vacca del vecchio mondo passava la sua triste lingua sopra un muso di sangue sparso sopra larena, e i tori di Guisando, quasi morte e quasi pietra, muggirono come due secoli stanchi di batter la terra. No. Non voglio vederlo! Sui gradini sal&amp;#236; Ignazio con tutta la sua morte addosso. Cercava lalba, ma lalba non era. Cerca il suo dritto profilo, e il sogno lo disorienta. Cercava il suo bel corpo e trov&amp;#242; il suo sangue aperto. Non ditemi di vederlo! Non voglio sentir lo zampillo ogni volta con meno forza: questo getto che illumina le gradinate e si rovescia sopra il velluto e il cuoio della folla assetata. Chi mi grida daffacciarmi? Non ditemi di vederlo! Non si chiusero i suoi occhi quando vide le corna vicino, ma le madri terribili alzarono la testa. E dagli allevamenti venne un vento di voci segrete che gridavano ai tori celesti, mandriani di pallida nebbia. Non ci fu principe di Siviglia da poterglisi paragonare, n&amp;#233; spada come la sua spada n&amp;#233; cuore cos&amp;#236; vero. Come un fiume di leoni la sua forza meravigliosa, e come un torso di marmo la sua armoniosa prudenza. Aria di Roma andalusa gli profumava la testa dove il suo riso era un nardo di sale e dintelligenza. Che gran torero nellarena! Che buon montanaro sulle montagne! Cos&amp;#236; delicato con con le spighe! Cos&amp;#236; duro con gli speroni! Cos&amp;#236; tenero con la rugiada! Cos&amp;#236; abbagliante nella fiera! Cos&amp;#236; tremendo con le ultime banderillas di tenebra! Ma ormai dorme senza fine. Ormai i muschi e le erbe aprono con dita sicure il fiore del suo teschio. E gi&amp;#224; viene cantando il suo sangue: cantando per maremme e praterie, sdrucciolando sulle corna intirizzite, vacillando senzanima nella nebbia, inciampando in mille zoccoli come una lunga, scura, triste lingua, per formare una pozza dagonia vicino al Guadalquivir delle stelle. Oh, bianco muro di Spagna! Oh, nero toro di pena! Oh, sangue forte dIgnazio! Oh, usignolo delle sue vene! No. Non voglio vederlo! Non v&amp;#232; calice che lo contenga, non rondini che se lo bevano, non v&amp;#232; brina di luce che lo ghiacci, n&amp;#233; canto n&amp;#233; diluvio di gigli, non v&amp;#232; cristallo che lo copra dargento. No. Io non voglio vederlo!!3 Corpo presenteLa pietra &amp;#232; una fronte dove i sogni gemono senzaver acqua curva n&amp;#233; cipressi ghiacciati. La pietra &amp;#232; una spalla per portare il tempo Con alberi di lagrime e nastri e pianeti. Ho visto piogge grigie correre verso le onde alzando le tenere braccia crivellate per non esser prese dalla pietra stesa che scioglie le loro membra senza bere il sangue. Perch&amp;#233; la pietra coglie semenze e nuvole, scheletri dallodole e lupi di penombre, ma non d&amp;#224; suoni, n&amp;#233; cristalli, n&amp;#233; fuoco, ma arene e arene e unaltra arena senza muri. Ormai sta sulla pietra Ignazio il ben nato. Ormai &amp;#232; finita. Che c&amp;#232;? Contemplate la sua figura: la morte lha coperto di pallidi zolfi e gli ha messo una testa di scuro minotauro. Ormai &amp;#232; finita. La pioggia entra nella sua bocca. Il vento come pazzo il suo petto ha scavato, e lAmore, imbevuto di lacrime di neve, si riscalda in cima agli allevamenti. Cosa dicono? Un silenzio putrido riposa. Siamo con un corpo presente che sfuma, con una forma chiara che ebbe usignoli e la vediamo riempirsi di buchi senza fondo. Chi increspa il sudario? Non &amp;#232; vero quel che dice! Qui nessuno canta, n&amp;#233; piange nellangolo, n&amp;#233; pianta gli speroni n&amp;#233; spaventa il serpente: qui non voglio altro che gli occhi rotondi per veder questo corpo senza possibile riposo. Voglio veder qui gli uomini di voce dura. Quelli che domano cavalli e dominano i fiumi: gli uomini cui risuona lo scheletro e cantano con una bocca piena di sole e di rocce. Qui li voglio vedere. Davanti alla pietra. Davanti a questo corpo con le redini spezzate. Voglio che mi mostrino luscita per questo capitano legato dalla morte. Voglio che mi insegnino un pianto come un fiume chabbia dolci nebbie e profonde rive per portar via il corpo di Ignazio e che si perda senza ascoltare il doppio fiato dei tori. Si perda nellarena rotonda della luna che finge, quando &amp;#232; bimba dolente, bestia immobile; si perda nella notte senza canto dei pesci e nel bianco spineto del fumo congelato. Non voglio che gli copran la faccia con fazzoletti perch&amp;#233; sabitui alla morte che porta. Vattene, Ignazio. Non sentire il caldo bramito. Dormi, vola, riposa. Muore anche il mare!4 Anima assenteNon ti conosce il toro n&amp;#233; il fico, n&amp;#233; i cavalli n&amp;#233; le formiche di casa tua. Non ti conosce il bambino n&amp;#233; la sera perch&amp;#233; sei morto per sempre. Non ti conosce il dorso della pietra, n&amp;#233; il raso nero dove ti distruggi. Non ti conosce il tuo ricordo muto perch&amp;#233; sei morto per sempre. Verr&amp;#224; lautunno con conchiglie, uva di nebbia e monti aggruppati, ma nessuno vorr&amp;#224; guardare i tuoi occhi perch&amp;#233; sei morto per sempre. Perch&amp;#233; sei morto per sempre, come tutti i morti della Terra, come tutti i morti che si scordano in un mucchio di cani spenti. Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto. Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia. Linsigne maturit&amp;#224; della tua conoscenza. Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca. La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria. Tarder&amp;#224; molto a nascere, se nasce, un andaluso cos&amp;#236; chiaro, cos&amp;#236; ricco davventura. Io canto la sua eleganza con parole che gemono e ricordo una brezza triste negli ulivi.  :mommy:</description>
      <pubDate>Tue, 7 Feb 2006 22:16:37 +01:00</pubDate>
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